Il problema
Le date promesse dai fornitori sono nel gestionale, riga per riga. Ma il monitoraggio, in molte aziende, è fatto di telefonate di sollecito quando il materiale non arriva e di un Excel dei ritardi aggiornato quando c'è tempo — cioè mai. Così il ritardo lo scopri quando il reparto si ferma, e a quel punto l'unica leva rimasta è il corriere espresso.
Il metodo
Il monitoraggio utile risponde a tre domande, in quest'ordine:
- Quali righe sono in ritardo? Le righe degli ordini d'acquisto aperte con data promessa superata e quantità non ancora ricevuta — non l'ordine intero, la singola riga.
- Quanto pesa il ritardo? Giorni oltre la data promessa, fornitore per fornitore, per distinguere lo slittamento fisiologico dal problema cronico.
- Cosa blocca? L'incrocio con i fabbisogni: quali ordini di produzione aspettano quel componente, e quali consegne ai clienti rischiano di slittare a cascata.
È la terza domanda che trasforma un elenco di ritardi in una priorità: un ritardo di dieci giorni su un componente a scorta non vale quanto tre giorni su un codice che ferma una commessa.